IMPORTANTE

IL 17 DICEMBRE NUOVA INIZIATIVA PER LA LEGALITA' A GENOVA
vai al comunicato

L'INDIGNAZIONE ED IL RIFIUTO MORALE E CIVILE CONTINUANO
vai al comunicato

COMUNICAZIONE DEL 01.12.2004
vai al comunicato

GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA MOBILITAZIONE DEL 24 NOVEMBRE
vai al comunicato

20.11.2004
Il documento della Società Psicoanalitica Italiana e la Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica (SIPP) contro la Riforma Castelli
(clicca qui)

17.11.2004
L'ARTICOLO DI
ADRIANO SANSA CONTRO GLI ATTACCHI AI GIUDICI ED ALLA DEMOCRAZIA
(clicca qui)


Modulo di adesione
per associazioni, comitati e movimenti civili

per invare comunicazioni, idee, adesioni e proposte
invia un e-mail

INTERVENTI
e DOCUMENTI
clicca qui

Vai alla pagina dell'appello a sosgeno di Adriano Sansa
clicca qui
"La libertà, come tutti i beni della vita, come tutti i valori, non è qualcosa che si può conquistare una volta per sempre, ma necessita un lavorio costante di conservazione attraverso lo sforzo di ogni giorno, rendendosene degni, avendo un animo abbastanza forte per affrontare la lotta in questione" Arturo Carlo Jemolo

L'attacco portato al giudice Adriano Sansa per l'espressione del suo pensiero al di fuori delle proprie funzioni, è un attacco al Consiglio Superiore della Magistratura che lo ha designato al ruolo di Presidente del Tribunale dei Minori di Genova, sulla base del dettato Costituzionale.
Il Ministro Castelli, ignorando le esigenze di un Tribunale Minorile paralizzato da oltre un anno, ha bloccato la nomina unanime del CSM, non per questioni tecniche bensì per le opinioni critiche verso l'operato del Governo. Questo è il sistema giudiziario perseguito dal Governo Berlusconi: azzeramento dell'indipendenza e dell'autonomia della Magistratura, svuotamento del Consiglio Superiore della Magistratura.

L'attacco al giudice GianCarlo Caselli perchè ha affermato che i legami interessati di Giulio Andreotti, intercorsi sino al 1980, con Cosa Nostra sono stati accertati e confermati nella sentenza definitiva ma caduti in prescrizione, è un segnale altrettanto grave e preoccupante. Un giudice ha il dovere di attenersi agli atti, ai fatti ed alla verità provata. Questo hanno fatto il Giudice Caselli ed il pool di Palermo. Ma oggi in Italia il Potere non vuole che si considerino i fatti, non vuole che si abbia memoria.

"Una volta un giudice giudicò chi aveva dettato le leggi. Prima cambiarono il giudice, subito dopo la legge" Fabrizio de Andrè

Quando un sistema giudiziario viene posto sotto il controllo del Governo la legge non è più uguale per tutti i cittadini. Il giudice non sarà più libero di giudicare serenamente se condizionato dal Potere, se è il Governo che controlla e decide le nomine e le promozioni. Le leggi approvate sino ad ora (e che il popolo italiano non ha voluto) sono andate in questa direzione e la proposta di riforma complessiva che oggi è in discussione in Parlamento completa il disegno. Passo dopo passo (sistema di elezione del CSM, norme di accesso, carriere e promozioni, riforma della Corte Costituzionale) sono complessivamente un palese sovvertimento dell'ordine costituzionale del Paese. E' una riforma illiberale.

"Contro lo Stato assoluto, in cui il sovrano, ha un potere senza limiti giuridici, cioè legibus solutus, lo Stato liberale è uno Stato limitato, cioè uno Stato in sui si tende ad eliminare il più possibile gli abusi del potere, e quindi a garantire la libertà dei cittadini dall'ingerenza dei pubblici poteri" Norberto Bobbio

La lotta alle Mafie non è più priorità del Governo, non vengono sostenuti quei giudici che la perseguono, sono stati 'dissolti' quei provvedimenti figli dell'opera di Caponnetto, Falcone e Borsellino. Non viene promossa la cultura della legalità, bensì vengono approvati quei provvedimenti come la Devolution che rappresentano una richiesta storica di Cosa Nostra per controllare definitivamente senza più ostacoli i territori nei quali opera, sostituendosi allo Stato. La revisione delle norme sui pentiti, i tentativi di rivisitazione della legge sul sequestro e riutilizzo a fini sociali dei beni sequestrati ai mafiosi, la semplificazione delle norme di appalto, le riforme del diritto societario, la riduzione delle scorte ai giudici delle Procure a rischio. Sono segno evidente della direzione imboccata dal Governo: il ritiro dello Stato.

"Oggi, per instaurare un regime, non c'è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo d'inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra essi, sovrana e irresistibile, la televisione"
Indro Montanelli

Viviamo sotto un controllo quasi assoluto dei sistemi di informazione. Il cancro del conflitto di interessi ha segnato e determinato l'elezione del Governo e della maggioranza che nel Parlamento lo sostiene e lo protegge con voti di fiducia e scambi d'interessi. La cultura liberale di cui siamo parte ha sancito la separazione dei poteri al fine di evitare degenerazioni autoritarie: la Magistratura, e con essa la Corte Costituzionale, è un potere autonomo e indipendente dal Governo. Quale "ostacolo" di un progetto eversivo viene ora messo in discussione. Occorre opporsi al disegno di assoggettamento della Magistratura al potere politico, è dovere morale e civile di ciascun cittadino, per la salvaguardia della nostra Repubblica democratica.

"Ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività 'resistere, resistere, resistere' come su una irrinunciabile linea del Piave." Francesco Saverio Borrelli

La Giustizia ha bisogno di investimenti, di aumento di organico, dell'assegnazione di adeguate scorte per i giudici a rischio. Vi è bisogno di potenziare le strutture e l'organizzazione dei Tribunali e delle Procure per far fronte alle esigenze della comunità. Occorre riallinearci ai grandi Paesi civili e liberali in materia di controlli di legalità, di rigore morale nella gestione della cosa pubblica, di uniformità delle norme di contrasto al riciclaggio del denaro sporco come delle rogatorie. E' irrinunciabile procedere alle riforme del sistema carcerario oggi distante dal dovere di recupero. Questo è necessario per il Paese e per questo ancora una volta ci mobilitiamo come cittadini liberi.

PER LA LEGALITA', PER LA COSTITUZIONE ITALIANA

INCONTRIAMOCI A GENOVA

SABATO 29 GENNAIO 2005
(per motivi organizzativi abbiamo dovuto posticipare di una settimana)

SALA CHIAMATA DEL PORTO
piazzale S.Benigno


IL COMITATO PROMOTORE:
«liberaMente» di Genova
«Gruppo Abele - Don Luigi Ciotti»
«Coordinamento Milanese per la Giustizia»
«Movimento per la Giustizia (ANM)»
«Centro Falcone Borsellino» di Carmagnola
«PolEtica» di Alba
«Laboratorio per la Democrazia» di Firenze
«Movimento Università Opinione” di Genova
«i Girotondi per la Democrazia» di Ravenna
«le Girandole» di Milano
«Communitas 2002» di Milano
«Prendiamo la Parola» di Parma
«Cittadini per l'Ulivo» di Finale Ligure
«Associazione Culturale ApertaMente» di Imperia
«Rete del Bottone - coordinamento per la legalità»
«L'Osservatorio per la Democrazia e la Giustizia» di Milano
«Bo.Bi» www.bobi2001.it
«www.centomovimenti.com» giornale telematico
«www.giustizia-e-liberta.com» rivista telematica

ADESIONI:
«Magistratura Democratica»
«Fondazione Antonino Caponnetto»
redazione «www.democrazialegalita.it»
«Circolo Culturale Aldo Moro» - Genova
«Associazione Chieti nuova 3 febbraio» - Chieti
«Nuovo CNL per la salvezza della Costituzione» - Genova
«Circolo Solidarietà e Democrazia» di Arenzano e Cogoleto - Genova

LE DICHIARAZIONI DI ADESIONE E SOSTEGNO:

12 novembre 2004

al Comitato promotore della manifestazione nazionale per la legalità

Finalmente una buona notizia, particolarmente opportuna in un periodo in cui di buone notizie ce ne sono davvero poche! La ripresa della mobilitazione della società civile sui temi della giustizia e, ancor più, della legalità e della Costituzione è un segnale importante che Magistratura democratica sottolinea con piacere e speranza. Lavorare per la legalità significa lavorare per la democrazia; difendere la Costituzione e quanto essa rappresenta significa difendere la democrazia e un sistema di diritti.
Per questo apprezziamo la vostra iniziativa e saremo con voi alla manifestazione di gennaio a Genova.

Livio Pepino
presidente di Magistratura democratica